martedì 18 novembre 2008

Comicità da farsi crescere i baffi

Buongiorno a tutti,
come ben saprete, sono stati approvati il progetto "Finanziaria-bis" e la collegata "Riforma-bis" l'altro ieri, e prevedono articoli interessanti che credo valga la pena notare:

Finanziaria-bis
ART. 1-7
  1. Taglio dell'80% alla fornitura d'acqua agli istituti scolastici italiani pubblici. Le spese verranno ridotte fornendo ad ogni famiglia una bacinella con cui gli studenti potranno portarsi l'acqua da casa. (Tutti noi ci ricordiamo di quando l'acqua non arrivava dappertutto);
  2. Taglio del 70% alla distribuzione di energia elettrica agli istituti scolastici italiani pubblici. Ad ogni studente verrà distribuita una serie di tre candele profumate al cocco ogni mese per illuminare in caso di necessità. (Tutti noi ci ricordiamo di quando la corrente elettrica era un lusso per pochi);
  3. Taglio del 80% della produzione di penne Bic blu/nere per studenti degli istituti scolastici italiani pubblici. Verranno sostituite progressivamente, in un arco di tre anni, e comunque, entro il 2011 da penna d'oca e calamaio. (Tutti noi ci ricordiamo della cara penna e del caro calamaio che il caro maestro unico ci insegnava ad usare);
  4. Taglio del 75% alla fornitura di attrezzature informatiche per gli istituti scolastici italiani pubblici. (Tutti noi ci ricordiamo di quando il caro maestro unico ci faceva scrivere a mano qualsiasi cosa con tanto di disegnini colorati, ed i calcoli ce li faceva fare a mano);
  5. Vendita graduale di Berlusconi al mercato nero degli organi cinese, entro e non oltre il 2011. (Tutti noi ci ricordiamo che quando c'era il caro maestro unico, non c'era il caro Berlusconi)
  6. Taglio del 60% alla produzione di Lines Seta Ultra per i docenti ed i maestri di sesso femminile. Qual'ora capiti ad un docente o ad un maestro di sesso femminile di accidentalmente incappare in malesseri di natura uterina, i suddetti non si recheranno a lavoro e perderanno il salario di tali giornate di lavoro mancate. Le somme risparmiate in tal modo verranno devolute alla nobile causa "Un ciclo per Alitalia" per salvare la compagnia aerea di bandiera italiana. (Niente commenti, questa è una gran cazzata);
  7. Taglio del 68% alla produzione di temperini e meccanismi simili per fare la punta alle matite di legno. Negli istituti scolastici italiani pubblici tale utensile verrà sostituito da un coltellino multiuso di fabbricazione svizzera, in dotazione ad ogni insegnante il quale si impegnerà e fare la punta se serve. (Tutti noi ci ricordiamo di quando il temperino era un coltellino);

Riforma-bis

  1. Nel tentativo di migliorare le precarie condizioni della didattica degli istituti scolastici italiani pubblici, verranno introdotte a partire dal 2009 le modalità di cui ai comma 1, 2, 3, e 4.
  • Comma 1: a partire dal 1 Gennaio 2009, sono aboliti gli avvisi ai genitori a casa sulla condotta inopportuna dei figli in ambiente scolastico, sostituiti con punizioni corporali la cui violenza si rimanda a giudizio dell'insegnante chiamato a punire. (Tutti noi ci ricordiamo delle care punizioni corporali del caro maestro unico);
  • Comma 2: a partire dal 1 Gennaio 2009, gli allievi delle scuole primarie verranno educati a scrivere correttamente con la mano destra; coloro che risultino mancini verranno introdotti in classi differenziate a scopo correttivo, e verranno reintegrati solo dopo il superamento di un esame di scrittura e bella grafia. (Tutti noi ci ricordiamo del caro diavolo mancino);
  • Comma 3: a partire da Gennaio 2010, nelle scuole primarie italiane, verranno istitutite classi differenziate per allievi non italiani e non comunitari; per ogni nazionalità verranno istutuite classi da massimo 30 allievi. Ogni classe avrà sede nella capitale della nazione di provenienza; in tal modo si cercherà di re-integrare meglio i non-comunitari nel paese da dove sono venuti. Il governo si impegnerà a spedire ad ogni famiglia ritonante in patria 1 barretta di cioccolato per il viaggio, 1 foto di Calderoli, 1 t-shirt unisex "Italy rules".

Signori miei, la situazione è meno grave di quanto sembri, per fortuna abbiamo ancora la salut... o forse n...?

sabato 25 ottobre 2008

Quando la piscia non centra la tazza, ovvero GRAZIE AL CAZZO!

Ho cediso di pubblicare un parere, spero condivisibile, sui casini di questo periodo riguardo alla "riforma Gelmini", perchè credo che le cose non vadano per il verso giusto.
Per quanto posso osservare a Torino, sede dell'università che io frequento, vedo molta mobilitazione, scarsa informazione e grande goliardismo. Innanzitutto, il tanto urlato "no" ai tagli finanziari per università e ricerca italiane nasce da una profonda decontestualizzazione: ormai è opinione e certezza ed evidenza pubblica che i soldi mancano un po' ovunque (e molti sono accumulati in tasche dove non dovrebbero essere), quindi è ovvio che servano dei tagli ai finanziamenti. Certo, non solo nell'università. Lasciamo da parte la decisamente troppo strumentalizzata critica per i salari percepiti da parlamentari, portaborse etc., dove è ovvia la necessità di tagliare. Non sono qui per discutere dove vanno tagliate spese e finanziamenti e dove no, la mia scarsa informazione mi permetterebbe solo un parere alquanto ignorante e rosso.
Il 25 giugno 2008 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 112 legato alla manovra finanziaria 2009 del governo Berlusconi, decreto che si presenta come una vera e propria finanziaria, dove sono particolarmente evidenti i tagli in ambito cultura e conoscenza ed istruzione, mentre viene largamente incentivata la liberale privatizzazione e l'impresa privata (ammetto che, dalla parte mia, forse esagero, ma io statalizzerei più o meno il mondo intero). Il Ministro Tremonti denuncia e pubblica i dati dell'enorme ed inutile spreco delle spese per l'istruzione, i sindacati accusano il governo di corroborare i dati eccessivamente e di gonfiarli tirando acqua al proprio mulino. A chi dar ragione e fiducia? Direi abbastanza ad entrambi, presupposta la scarsa fiducia (spero di molti) nella sincerità del governo italiano, e la stereotipata ma in parte esistente tendenza dei sindacati a criticare tutto.
Ciò che mi fa sorridere è molti di questi Che da manifestazione in piazza appendono striscioni e cartelloni e fanno informazione sulla riforma Gelmini, quando questa l'università non la tocca. Vadano a bussare da Tremonti e dai suoi 'tagli'. Con ciò non intendo, ovviamente, includere tutti coloro che protestano, ci sono anche molte persone consapevoli, ma purtroppo vanno per la maggiore coloro che scendono in piazza tagliando la lezione al liceo per sentirsi forti e sessantottini, perchè la rivolta studentesca ha, ammettiamo, il suo fascino. Io sono per la protesta contro i tagli di Tremonti, ed anche contro la 'riforma Gelmini', ma andrebbe il tutto condotto in maniera un po' diversa, lasciando a casa centri sociali e inutili scalda-anime.
Comunque, a scanso di mala-informazione, gli articoli che toccano il mondo universitario sono l'articolo 16 e 17, Titolo II SVILUPPO ECONOMICO, SEMPLIFICAZIONE E COMPETITIVITà, Capo V Istruzione e ricerca del decreto legge 112, ora 133:
Art. 16.Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Art. 17.Progetti di ricerca di eccellenza
1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all'incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e' soppressa.
2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' disposta l'attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l'organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati.
5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all'articolo 20 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318.
I tagli sono necessari, non solo in maggior parte nell'ambito istruzione (magari), una riforma della struttura universitaria è necessaria, ma direi che procedendo verso la fondazione privata non andiamo per niente nel senso giusto. La corsa alla privatizzazione è il risultato del liberalismo e del sistema neocapitalistico che l'Italia tenta di inseguire. L'istruzione è pubblica e deve rimanere pubblica. Quindi l'università deve rimanere tale. Ciò non significa, ovviamente, non fare una bella e profonda pulizia, ma, così facendo, il governo se ne lava le mani. Bravi.
La situazione universitaria è decisamente troppo frammentaria e decentralizzata, e va regolata, ma l'università deve essere dello stato.
Riguardo alla 'riforma della scuola', esistono alcuni punti, come lo spauracchio "maestro unico", che mi fanno pensare "grazie al cazzo!". Dunque, tagli ai finanziamenti delle scuole, meno personale (docenti e ATA) all'interno delle istituzioni scolastiche (non ci sono soldi per pagare gli stipendi), e così, andando a funghi, salta fuori il ricordo del caro caro caro maestro unico. Quanto si stava bene con il maestro unico, vero? Prima, facciamo i tagli, poi, tiriamo fuori il maestro unico perchè i tagli danno meno soldi per pagare i salari. Parliamoci chiaro e non arriviamo a dire che le cose non si possono cambiare perchè la manovra finanziaria è entrata in azione. Sarebbe come se io una sera arrivassi a casa e trovassi mia moglie sul letto nuda e amplessata, con un tizio davanti che si riveste:
"Ma...?!"
"Embeh?""
"Si, ma non va bene, non si fa così"
"Ormai l'ho scopata"
"Eh, ma grazie al cazzo!"
Sarebbe come se mangiassi la tua caramella, e quando tu arrivi a chiedermela, io ti dicessi che ormai l'ho mangiata, se vuoi te la vomito.
Voto in condotta, scomparsa dei giudizi, grembiulini, non sono i passi importanti da criticare, come vedo fare nelle "illustri" trasmissioni televisive che invitano tanti simpatici politici a discuterne.
Il turn-over, articolo 66 dello stesso decreto, Titolo III STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA, Capo I Bilancio dello stato :
Art. 66.Turn over

1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.
2. All'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle parole «per l'anno 2008» e le parole «per ciascun anno» sono sostituite dalle parole «per il medesimo anno».
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
4. All'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle seguenti: «per l'anno 2008».
5. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere alla stabilizzazione di personale in possesso dei requisiti ivi richiamati nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
6. L'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e' sostituito dal seguente: «Per l'anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal fine e' istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze pari a 25 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. Le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.».
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
8. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell'articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
9. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
10. Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell'anno precedente e delle conseguenti economie e dall'individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri, asseverate dai relativi organi di controllo.
11. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano anche alle assunzioni del personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9 non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle forze armate cui si applica la specifica disciplina di settore.
12. All'articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato da ultimo dall'articolo 3, comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A decorrere dall'anno 2011» sono sostituite dalle parole «A decorrere dall'anno 2013».
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
14. Per il triennio 2010-2012 gli enti di ricerca possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all'articolo 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere in ciascuno dei predetti anni non può eccedere le unità cessate nell'anno precedente.
Prima di tutto, si razionalizza, troppo personale ATA (è vero), troppi docenti. Pare che in futuro, per ogni cinque insegnanti che andranno in pensione, uno solo avrà una cattedra; una interpretazione semplicistica del taglio del 20% della spesa per il personale delle amministrazione pubbliche. Sono d'accordo, ci sono molti insegnanti, molto poco competenti, e pochi insegnanti "maestri". Meritocrazia, gli incompetenti a casa, insegna chi può farlo per merito (il merito deve essere perseguibile da tutti, non solo da chi si potrà permettere di frequentare le fondazioni private per laurearsi!). Inoltre, se il governo sa di avere n amministrazioni scolastiche sul territorio italiano, prepari dei piani che evitino di avere una enorme quantità di laureati pronti ad insegnare senza una cattedra per lavorare. La meritocrazia non va cercata fra coloro che ormai sono a fine carriera, deve essere lungimirante e improntata sulla formazione dei docenti futuri. Università più difficili e selettive (la selezione non è classista, ma meritocratica, mi raccomando eh!). Non si cambia un apparato statale in tre mesi, e nemmeno in tre anni. Ce ne vanno di più.
Per concludere, vorrei ricordare a tutti quanti che dopo la salita, segue sempre la discesa. Accettato che questa riforma scolastica è un disastro, non lasciamoci trasportare a criticare ogni proposta (cosa avvenuta con ogni riforma di ogni Ministro dell'istruzione negli ultimi governi). Quando compro una macchina nuova, mi indebito per anni a pagare le rate, ma poi ho la mia macchina. Quando compro una casa, apro un mutuo, e quando lo estingo ho la mia casa. Dopo aver bevuto, sto male, vomito, e poi mi sento meglio. Bisogna saper mangiare anche la merda per poter poi apprezzare il gusto della cioccolata. Le generazioni precedenti alla nostra hanno fatto declinare il loro futuro, presentandoci un disastroso presente che ora noi siamo tenuti a sostenere. Non si può avere senza dare, bisogna fare sacrifici. Poi cominceremo a smettere di pedalare in piedi sui pedali, e ci potremo sedere.
Amen.

giovedì 23 ottobre 2008


Ebbene si, ora suono in una band tributo dei Metallica con Gillo, mi diverto e mi faccio il culo. Anche se i Metallica non sono fra i miei primi ascolti.
Venerdì 31 Ottobre al Chicago Rock Pub in corso Sicilia, 3 - Torino, suoniamo...più o meno il 90 % delle miei amicizie non apprezza i Metallica...restante 10%, venite!...ola

martedì 21 ottobre 2008

...il mondo è piccolo, prima o poi ci si rincontra...

Il mio ultimo post risale al 20 Maggio 2008, e adesso siamo il martedì di 21 Ottobre, non ce la faccio, rimango indietro, non reggo i ritmi della rete...però latino l'ho passato...però non sto dietro a niente cazzomerda ('come consigliò edo')...progetti, si fanno un mucchio di progetti e alla fine non si conclude mai un cazzo di niente, le cose vengono lasciate nel dimenticatoio, poi tornano in mente, ma pare sempre troppo tardi per porre inutili toppe. Troppi casini raggruppati in una minuscola parte della propria esistenza, sembrano minchiate ma te la fanno passare male, in bypass, nel retroscena del teatrino disgustoso...se me lo chiedono, rispondo che va tutto bene, perchè sono un bugiardo no, ma perchè va seriamente tutto bene...è solo che ogni tanto bisogna sfogarsi; nell'iniqua superficialità mondiale, quale ascoltatore è meglio del lettore virtuale? leggi commenta fregatene il cazzo, fatti una bevuta, sbronzati, vai a scopare e poi confessati, non so chi tu sia lettore ma ti stimo assai. Stasera la mia caviglia era difettosa, non sapeva più saltare...il clima cambia, i vecchi punti saldi piano piano vanno scardinandosi in una tempesta di volubilità e seduzione. Ciò a cui ieri davi importanza, oggi ti accorgi che è una cazzata e che ti sei dato pena per niente. Ma il quieto vivere mi è stato inculcato da bambino, e non litigo e non voglio accendere focolai.
Vale la pena di uscire quel sabato sera ogni tanto, per rivedere le vecchie rassicuranti facce di sempre, facce che magari mi hanno lasciato in disparte, anzi, che io ho lasciato in disparte da quando sto con Lu...e chiedo scusa a tutti per essere tra virgolette un po' scomparso, non so chi di voi senta la mia mancanza e chi no, ma so di fare la cosa giusta, e se vedervi meno di un tempo significa avere Lucrezia, è un prezzo che sono disposto a pagare...e rinunciare a fermarmi all'oratorio al compleanno di Fra a riempirmi come un bue di alcool...e rinunciare al capodanno con gli amici...e rinunciare alle vacanze in Irlanda che mi sarebbe davvero piaciuto venire...
Forse il tono sembrerà un poco frustrato e oppresso, ma non è così, e so che non ve ne frega un cazzo, ma lo dico lo stesso. Appartenere a mondi diversi significa saper fare delle rinunce e sapersi adattare agli altri reciprocamente (chi ha trovato la pagnotta, la sappia assaporare con gusto e si sazi).

Rinunciare

Per chi ha cercato di confondersi
nella nebbia
per chi ha cercato di mentirmi
con dolcezza
per chi guardandomi mi dice che ti amo
per chi agitato cerca ancora la mia mano
per chi c'ha un dio
e chi non l'ha mai cercato
per chi ha sempre confuso
la sfiga con il fato
per chi si spegne le sigarette con la mano
per chi spegne gli incendi con una mano
per chi ragiona
quando tutti sono a terra
per chi sa giudicare solo data l'apparenza
per chi è morto da due anni o l'altro ieri
per chi ha la forza ma non pensa a usare i piedi
per chi si è addormentato poco più di un anno fa
e non si sveglia e mai si sveglierà
sotto casa mia
brillano le stelle
sotto casa mia...
Chiudo con una poesia...mi eclisso per altri sei mesi in cui penserò una marea di cose e non avrò mai un cazzo da scrivere...i miei migliori omaggi al mondo...

martedì 20 maggio 2008

Mi giro e il vuoto

Gli italiani sono vigliacchi, codardi, ce l'hanno nel culo tutto spinto in fondo e se lo tengono avidamente, guai a darne un po' agli altri. Non è egoismo, è omertà individuale. Basta un figlio di puttana d'accordo con un'altro figlio di puttana. Io il secondo lo chiamo stato italiano. E il primo scegliete voi. Non si piange miseria, tutti mangiamo, ma il fisico cede e le testa impazzisce, i sessanta non prendono abbastanza pensione, i cinquanta non sanno se la prenderanno, i quaranta non sanno come pagare le rate del mutuo, i trenta non sanno come andare via di casa, i venti non capiscono a cosa serva farsi il culo per poi mangiare merda tutta la vita. Magari ce ne sbattiamo il cazzo dell'immigrazione e pensiamo ai problemi seri, al fatto che per ogni ricco ci sono orde di poveracci e che per ogni arricchitto qualcuno agonizzando s'impoverisce. Puoi rinunciare al ristorantino? Si. Puoi rinunciare alla macchina bella bella? Si. Puoi rinunciare alla casa come la immaginavi? Si. Puoi rinunciare a crearti una famiglia? Puoi rinunciare ad un bambino?
I tempi sono amari, e a Roma se la prendono con i rom.
Mi giro e il vuoto.

Il treno Ventimiglia-Menton

Il treno Ventimiglia-Menton
Arriva con cinque minuti di ritardo alla stazion
Il treno da Menton a ventimiglia
Arriva sempre prima fortunato chi la piglia

Il treno Ventimiglia-Menton
Arriva con cinque minuti di ritardo alla stazion
Il treno da Menton a ventimiglia
Arriva sempre prima fortunato chi la piglia (e poi)

Il sedile è sporco
E fuori c’è vento
E il cielo è coperto

Ma ho in mente un viaggio un po’ diverso per noi due
E ho in mente una favola al contrario per noi due
Al punto d’arrivo tornare indietro per noi due (da da da)

Ma ho in mente un viaggio un po’ diverso per noi due
E ho in mente una favola al contrario per noi due
Al punto d’arrivo tornare indietro per noi due (da da da)

Capita, a volte...

E Antonio se la blaga
E Gillo ora lavora
E Fabio a volte studia
E il Bovaz corre in francia
E Apo si sente solo
E Giulia va in erasmus
E Lucky mi ama tanto
E Sara chi la sente
E Roby si ubriaca
E Brio commette un fallo
E Fra ha la erre moscia
Ed Elena è una statua
Ed Edo è un piedistallo
E Vale prende appunti
Ed Anna ha tutti trenta
E Jack fa l’ingegnere

Ed io che cosa faccio qui da solo
Con i piedi a penzoloni sopra il molo
Guardando l’orizzonte sopra il mare
Insegno ai pescecani ad amare

E Mauri fa i pezzoni
E Walter urla TORO!
E Dario va a puttane
E Claudia va con tutti
E Alan suona il basso
E Lori lecca le pietre
E Save guarda i bimbi
Ed Erik si finge tamarro
E Fabri sta in montagna
E Chiava si fa arrestare
E Lara ormai è persa
E Ire è ancore mia moglie
Ed Ale un po’ mi manca
E Manu difende l’euro
E Renato rimpiange la lira
E Grazia fa il giardino

E capita a volte
Di sognare ad occhi aperti

Anna non mette le magliette (2008)

Anna non mette le magliette
Senno le guardano le tette
Anna non vede nelle sballate
La nuova moda per l’estate

Nel grigio spento di una Torino centro
Che fa passare la voglia di aver qualsiasi voglia
(scusa sai) fai la perbenista, salutista, sarò schietto
ma secondo me è da ipocriti se ora andiamo a letto

Anna non mette le magliette
Senno le guardano le tette

Se vai a scuola con la minigonna
E all’insegnante le prende una madonna
Non lamentarti se poi ti trovi male
Ma a quanto pare non sono l’unico a guardare

Anna non fa che andar di qua e di la
Anna ha trovato chi la prende e non le va
Anna non fa che fare la soubrette
Anna lo so che tanto un giorno o l’altro smette

Anna non mette le magliette
Anna non mette le magliette

Anna non fa che andar di qua e di la
Anna ha trovato chi la prende e non le va
Anna non fa che fare la soubrette
Anna lo so che tanto un giorno o l’altro smette

mercoledì 23 gennaio 2008

Studiare Latino

Studio latino da due settimane e lo conosco già tutto, e non so perché, ma mi ricordo tutto. Vorrei scrivere ma non ho tempo. Voglio scrivere un giallo. Qui il pc è lento e la connessione internet è peggio. E bello postare una volta ogni sette mesi, non ho voglia di discutere con il computer che fa fatica ad aprire blogger...

RETORICA OCCASIONALE (ovvero quanto facciamo ribrezzo, certe volte)

Dedicato a Silvia

Stamattina mi sono svegliato con l'annuncio di una morte; se il buongiorno si vede dal mattino, siamo messi bene, da svegliarsi con una mano sulle palle. Poche ore dopo la mezzanotte, è morta la madre di Claudia, stasera alle otto e mezza il rosario (costume cattolico), domani il funerale. Claudia è stata una mia compagna di classe per quattro anni di liceo, una ragazza normale, con la sua bella storia d'amore ed i suoi bei voti, scritti in ottima calligrafia sul registro. Un po' arrivista, ma accettabile, perché no. Il minimo e il massimo che possa fare sarebbe andare a porgere le tipiche condoglianze. E, infatti, ci andrò. Dico il minimo perché conosco Claudia e mi sembra un gesto di rispetto. Dico il massimo perché la morta non l'ho mai vista in tutta la mia vita (se vi sembro insensibile, smettete di leggere).
Anche Lisa (la mia ragazza, Elisabeth) conosce Claudia, ma lei fa le piste e non ci vuole andare. Dice che non le piacciono i morti e io penso che sia una cosa stupida. Dice che non vuole andarci perché tanto lei non crede nel loro dio e io penso che sia una scusa stupida. Poi dice una cosa interessante ed espressionista che mi piace: secondo lei, Claudia e i suoi familiari non pensano assolutamente a chi andrà o non andrà al rosario, altri cazzi girano nelle loro teste. Mi piace il pensiero, ma ragiono con lei per mezz'ora sui perché sia meglio andare a dirle anche solo una parola di conforto, e alla fine la convinco (ma i morti continuano a non piacerle, per fortuna).
Chi si aspetta un pomeriggio di riflessione sui misteri della morte umana ha sbagliato disco. Il pomeriggio lo passo tranquillo e spensierato, come tanti altri durante i quali dovrei preparare gli esami invece che leggere o scrivere fesserie senza infamia né lode. Sono fatto così, lascio tutto all'ultimo. A pensarci bene, però, do un poco retta al pensiero del rosario durante la giornata. I rosari ai quali ho partecipato mi erano stati imposti dai miei genitori, ed ero un bambino ancora non in grado di capire, ed ero ancora cattolico d'obbligo (se hai genitori religiosi, non scegli tu se credere o no, vai a messa e poche storie, che cazzata). Quello di stasera sarà il mio primo rosario volontario, per scelta.
Non voglio di certo discutere su quanto io trovi inutili tutte quelle preghiere, chi ci crede preghi pure, a me non da fastidio, ed, infatti, parlo di altro. Oggi, mentre registro da Beppe (batterista a tempo perso, falegname di professione), rompo una corda della chitarra, corda della quale non ho il ricambio, e con somma carogna sulla spalla smonto baracca e burattini e torno a casa. Registro da Beppe significa andare da lui per le tre scarse, montare impianto di registrazione, microfoni, mixer, amplificatori, pedaliere, chitarre e bassi, finendo verso le sei, per poi registrare per un'oretta scarsa il maggior numero di canzoni che ci riesce. Assicuro il mondo che montare un impianto per tre ore, per poi non poter registrare a causa di una fottuta corda rotta, fa girare le palle, e tanto. Il lato peggiore è che ogni volta, alla fine, bisogna smontare tutto, e le prossime volte rimontarlo tale e quale.
Alle otto passo a prendere Lisa, il programma è pizza alla velocità della luce e poi formalità mortuaria. La pizza ci rimane sullo stomaco, hanno licenziato il pizzaiolo e la nuova proposta sembra l'imitazione dell'imitazione dell'imitazione della Buitoni surgelata. Tutto sommato, però, sono stati veloci. Siamo addirittura in anticipo. Non corriamo di certo ad accaparrarci un posto a sedere dentro la chiesa, facciamo un giro in macchina per allungare la strada ed arrivare in ritardo, ritrovandoci fuori 'causa insufficiente capienza'. Arrivano molte persone, si crea una discreta folla qui fuori, al freddo, ed è un 'ave maria' eterno e soporifero. Arriva anche Ilaria, con il suo bel colorito pallido che fa invidia alla poverina distesa dentro la bara. Mentre fisso alcune immagini sacre dipinte sui muri, pensando alle blasfemie più improponibili, mezz'ora passa ed il rosario finisce. Inizia una fase che non ritrovo nei miei ricordi fanciulleschi, ma so d'averla gia vista in alcuni film. Una lunga processione di strette di mano e "condoglianze" ai familiari della defunta, c'è molta più gente di quanta non immaginassi, dentro la chiesa. Ci sono tutti i vecchi compagni di liceo (Giacomino, il Ba, Franchigio, Damiano, Matte, Serio, Daz, Ire e Luci, Ale che i primi tempi non la sopportavo e poi l'ho scoperta un’ottima e simpatica compagna di banco, Chiava, Alberto e altri), io e Lisa li raggiungiamo. Ciao ragazzi, come va?, come non va?, che circostanza del cazzo per vedersi, non sono venuto alla 'cena di classe', lo so, pardonez moi. Intanto mi guardo intorno, per vedere che facce circolano da quelle parti. Lo sguardo si sofferma in primis su Claudia, che fa una pena che non si immagina neanche, lì a stringere la mano a tutti quanti ed a ringraziare per le condoglianze, che penso correrebbe volentieri e piangere, da sola, lontana dal mondo. Mi spiace talmente tanto per lei che quasi non vado neanche a disturbarla, per abbreviare di una persona la sua distanza dallo sfogo. Poi mi ricordo tutto quello che ho detto a Lisa per convincerla e capisco di non poter evitare in alcun modo. Le espressioni sono molto spente nel volto della maggior parte della gente. Non dico che sembri a nessuno interessi della disgrazia, ma noto una forte passività negli sguardi e nelle frasi fatte da funerale. Comincio anche a pensare che, in effetti, Lisa stamattina aveva proprio ragione, cosa siamo venuti a fare, a rompere le palle a queste povere persone addolorate? Per un paio di minuti odio l'umanità intera per il modo blando e squallido con il quale accetta la morte della sua specie, ma poi ricordo che non si può fare altrimenti che vedersi morire uno ad uno, anno dopo anno, e la cosa mi schifa ed ammutolisce. E nel mentre ci avviciniamo a Claudia, siamo in fila per il 'gesto'. Uno dopo l'altro, i compagni di liceo espongono il loro dispiacere, ed io provo disgusto di tanta retorica occasionale. Quando viene il mio turno, non so cosa pensare, non so cosa dire, lascio che la spontaneità dei miei sentimenti prenda il sopravvento. Con la mano destra le prendo la sua destra, le dico che mi dispiace molto, le do un bacio sulla guancia sinistra e poi uno sulla guancia destra, con la mano sinistra le stringo ed accarezzo con calore il braccio, poi cedo il posto. A scuola non eravamo in confidenza, si parlava, ma di tutto e niente. Sicuramente non si è accorta del calore del mio gesto in mezzo a tante altre strette di mano, e la capisco. Ma nessun calore riporterà in vita sua madre, e la capisco.
Mi stringo nel mio montgomery, usciamo fuori della chiesa. L'aria è gelida, si vedono le stelle.

mercoledì 14 novembre 2007

Porca di quella...

Lui, calmo, tranquillo, secondo qualcuno forse eccessivamente per essere al suo primo esame, si presenta all'esame, ha appena fatto la cacca; la ragazza passa prima di lui, le domande sono facili, lui pensa è fatta, la sa tutte, poi tocca a lui, si siede.

"Mi parli del '900, cosa ha appreso da questo manuale sul '900?"
"Va bene, mi ritiro, buongiorno..."

Ma porca di quella...

mercoledì 26 settembre 2007

Aquilone

Li sull'aere puro ed incolto
sta volando un aquilone,
e d'un turbinio di frecce
si guasta il velo il muro il porto.

L'assomoir

Les fleurs sont três gentiles
l'aprés-midi
sur le journal,
avec un chapeau et une promenade,
le train vit-vit...
...l'assomoir...

To Jao (toward south)

Oh! Jao,
my dear,
what’s that?,
no tear!
Sailing south toward the Indian,
what will you leave here?
Drumsets? Jokes?

Oh! Jao,
sticking ‘gainst a leg
beating kind o’ jazz,
Motto’ll cry without your backing noise.
What will you find out there?
C-h-i-c-k-s? Matusalem?
Don’t know, bah, stupid complain,
no one to entertain
here in the old, desert Europe of ourselves;
bookshelves full of bones,
a few words (what this denote?).

Simple trip
Toward souht
Simple trip
Let it be

Metropoli #4

La città oramai è infetta,
si scatena l'epidemia,
vite votano il suicidio
per sfuggire l'anarchia,
ma a guardarla col sedere,
la città è come un cratere
che si riempie di schifezze
per poi farcela vedere
darla a bere,
è questo il bello,
guarda tutto il vicinato,
pressa un po' la mia finestra
per mirar cos'ho inventato,
invenzione che inveisce
e in vece investe vesti usate,
e chi legge e non capisce,
pugni, sfoghi,
una marea di str---ate.