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martedì 9 dicembre 2008

Quell'albero di pece


Sul l'albero la pece continuava
a ribollire. Pochi fili d'erba.
Qual che carogna. Metaforizzava
paesaggi, maestosa riserva
di passioni avvizzite per lo sdegno,
invischiava e ricopriva serva
del dolore il capo d'antico legno,
con fare di movenze singolari
taceva l'altrui guerra, l'altrui pegno.
Non mai rari di sole raggi cari
tentavano in vano di penetrare,
per cogliere, in linfa, echi normali.

Quell'albero di pece
Continuava a ribollire
E stanco d'avvizzire
Sognava di morire.

mercoledì 26 settembre 2007

Aquilone

Li sull'aere puro ed incolto
sta volando un aquilone,
e d'un turbinio di frecce
si guasta il velo il muro il porto.

L'assomoir

Les fleurs sont três gentiles
l'aprés-midi
sur le journal,
avec un chapeau et une promenade,
le train vit-vit...
...l'assomoir...

To Jao (toward south)

Oh! Jao,
my dear,
what’s that?,
no tear!
Sailing south toward the Indian,
what will you leave here?
Drumsets? Jokes?

Oh! Jao,
sticking ‘gainst a leg
beating kind o’ jazz,
Motto’ll cry without your backing noise.
What will you find out there?
C-h-i-c-k-s? Matusalem?
Don’t know, bah, stupid complain,
no one to entertain
here in the old, desert Europe of ourselves;
bookshelves full of bones,
a few words (what this denote?).

Simple trip
Toward souht
Simple trip
Let it be

Metropoli #4

La città oramai è infetta,
si scatena l'epidemia,
vite votano il suicidio
per sfuggire l'anarchia,
ma a guardarla col sedere,
la città è come un cratere
che si riempie di schifezze
per poi farcela vedere
darla a bere,
è questo il bello,
guarda tutto il vicinato,
pressa un po' la mia finestra
per mirar cos'ho inventato,
invenzione che inveisce
e in vece investe vesti usate,
e chi legge e non capisce,
pugni, sfoghi,
una marea di str---ate.

Metropoli #3

Stiamo lavorando per la vostra guarigione,
il mio nome? Io son Nazione, di
professione spacciatore.

Metropoli #2

Sveglie che corrono in un campo di patate.
Ohé! Che fate
delinquenti?! avanti, sciò
che poi il campo si rovina, ed
il mondo non avrà più patate giu in cantina.
Ma laggiù farò vedere,
Zeno vieni (m'accompagni?)
che può fare del tritolo al
bel campo di patate.

Metropoli #1

Pallida la sera,
fioca luce d'un lampione;
chi passa?
Che pensa?
La città sonnecchia assorta
aspettando l'acquazzone,
mai nessun, dall'alto, pensa:
ci vorrebbe un'esplosione, ed
il tenero torpore trasformare in conclusione.
Ci vuol altro che rinascere,
tanto prima o poi si muore.

sabato 28 aprile 2007

IrOnIa Di Un NoN tEdEsCo

Rosso
Rosso di sera
Rosso quel tetto.
Rossa mia tempia,
premuto il grilletto.
Rosso per chi spara, nero
per chi cede.
Nero senza fede, rosso
chi non crede.

Nero
Nero fosso
Nero schioppo.
Nera tensione,
fa partire il colpo.
Nero per chi teme, giallo
chi ottiene.
Giallo nelle vene, nero
mi appartiene.

Giallo
Giallo di mattina
Giallo sole estivo.
Gialla la mia vista,
cazzo lo sentivo.
Giallo per chi da, rosso
non ha niente.
Rosso nella mente, giallo
fottuto,
bastardo.

AtTiMi Di LuCiDiTà 2006

La notte scende. Scende...
E’ fatta di istanti, piccoli, brevi
Una foglia si posa leggera a terra,
la cenere cade dalla sigaretta ormai spenta,
ed il silenzio è rotto.
Una finestra sbatte, mossa dall’impeto
di un soffio; i fari di un auto illuminano
la strada buia
e la magia si spegne.
Attimi di Lucidità,
in un tempo infinitamente ridotto...
La notte è come il tempo:
mille volti, mille occasioni diverse
scorre, lenta, inesorabile.
La notte è il significato da comprendere,
la fredda sensazione di essere diversi,
altrove.
La notte è l’immaginario collettivo.
Attimi di Lucidità,
in un tempo senza fine...